sabato 22 gennaio 2011

Anno Zero e le tre "Scimmiette"


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Ormai, come un ritornello stonato e amplificato dai Media, favorevoli o contrari alla vicenda,
anche l’aria che respiriamo, olezza di manovre, rancori, spregiudicatezza e mancanza di dignità.
Il ricordare che noi, come popolo italiano, siamo considerati dei burattini manovrati e succubi
della mancanza di alternative, non serve a nulla se poi, sono gli stessi provocatori, che aiutano l’opinione pubblica degli altri Paesi, a renderci  tali.

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L’Italia , fino a prova contraria, è ancora Democratica; ci si reca alle urne… e cessati gli schiamazzi delle tribune politiche oltre che il frastuono provocato dalla macchina elettorale, con una matita
copiativa (quasi sempre poco appuntita), mettiamo il nostro bel segno di croce, firmando un mandato personale a coloro che per una legislatura, si spera - curino i nostri interessi e quelli della comunità.

Vinte le elezioni, il neo Presidente del Consiglio, presenta il nuovo governo che giura tra l’altro, e solennemente.,  di curare gli interessi del Paese.

Le ultime elezioni in Italia, hanno visto vincitore il P.D.L. con una maggioranza non indifferente e sulla carta, come tutti e sempre, delle promesse coese e sensate.

Mentre scriviamo, il nostro Primo Ministro, certo Silvio Berlusconi, è attaccato con il forte desiderio di abbatterlo, da molti parlamentari, da alcuni media e da certe trasmissioni di parte, come “Anno Zero”
condotta dal referente dell’altruismo altrui, Michele Santoro. Costui, si erge in cattedra in ogni puntata ed usa, quali suoi “Bastoni” o stampelle che dir si voglia, il giornalista Travaglio ed il non meglio identificato vignettista, Vauro.

Il trio di R.A.I TRE, come quello delle tre scimmiette, è ben assortito in tutti i sensi e fa della battaglia contro Berlusconi, ragion di vita, tra interviste mirate e satira nascondente sempre e solo un fine; beffeggiando così, anche tutti gli Italiani che hanno votato per il partito che oggi sta al governo.

La libertà di stampa è una cosa giusta e guai a toccarla o scalfirne i confini; ma a tutto, deve essere posto un limite di decenza e di rispetto…al primo posto, verso tutti i cittadini.

La trasmissione di Venerdì 21 Gennaio (Anno Zero), ha fatto rabbrividire in ogni momento, coloro che si sentono ancora in grado di pensare ed agire con la propria testa. Dibattiti a senso unico, sorrisetti ironici e battute d’avanspettacolo del conduttore, hanno condito e fatto affogare nel fango, oltre alla stessa trasmissione, la R.A.I. in quanto televisione di Stato. Dove è finita la pluralità dell’informazione? 
La decenza dei contributi video, delle interviste e dei commentatori chiamati a suffragio d’illazioni, provocazioni e battutacce indegne anche dei comici più volgari?

Le escort, chiamate a rapporto, che fanno nomi, violano la privacy di persone e subiscono domande teleguidate, dando risposte palesemente studiate a tavolino, per fare sensazione.

L’informazione è una cosa, il perseguitare, tutt’altra faccenda.

Il Santoro della situazione, con il viso arrossato e le spalle ricurve, si agita ed esagita l’atmosfera, cercando, nascondendosi dietro un’apparente coerenza, di ricavare audience alla “Faccia” di una TV di Stato, succube delle sue precedenti lotte contro chi, secondo lui, vorrebbe mettergli, un bavaglio.

Coloro che vedono, dopo aver guardato, non si fanno coinvolgere da una trasmissione che cerca di trovare, a tutti i costi, gli scheletri nell’armadio, veri o falsi che siano, di una sola parte politica, tentando di santificare la propria, per  marcata dipendenza.

L’Italia è una Repubblica Democratica.

A volte, dovremmo riflettere e comprendere che certe battaglie ad personam, condotte da spavaldi ed intrepidi condottieri…scusateconduttori, servono soltanto a creare altro mal costume e non ripuliscono
nessun ambiente; tanto meno quello di una sporca politica che evita il dialogo leale e la presentazione su di un piatto Democratico, di proposte alternative pesate e realizzabili.

Noi uomini della strada che siamo costretti a mangiare (quando possiamo farlo), pane e politica, siamo stanchi di certi personaggi strapagati che sanno trovare terreno fertile
scambiandosi all’occorrenza i ruoli e cantando all’unisono la solita stucchevole tiritera stonata.

Facciamo i processi nei luoghi giusti e non scambiamo studi televisivi accattivanti e colmi di luci false, con le aule dei tribunali. Lasciamo lavorare la Magistratura; qualora i mezzi che usa, fossero considerati da chi di dovere, consoni più alla “Vecchia” gestapo, aspettiamo che si faccia piena luce con fiducia, ma senza rassegnazione qualunquistica; eviteremo così, d’essere complici inconsapevoli ma non meno rei, di un degrado dal quale, difficilmente si potrà uscire immacolati come la neve.

La Legge è uguale per tutti; se un capo di governo sbaglia o rinnega con i fatti il mandato concessogli dal popolo, lasciamo che lo stesso (popolo), se ne avveda senza l’aiuto di falsi e tendenziosi suggeritori,  pagati con i nostri soldi.

Il trio S.T.V. va monitorato dalla nostra intelligenza.

Noi, diciamo ciò che pensiamo, senza nasconderci dietro delle vignette, per buttare tutto In “Caciara”;
alla fine poi, di una farsa che ci offende.

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